Links come passaggio d’informazione Saturday, Sep 9 2006
Dentro il Motore 11:24 am
E’ da mesi che ne parlo e soprattutto è da mesi che approfondisco la questione. Questo rende obsoleti gran parte dei concetti che ho espresso in proposito e fa si che sia necessaria un’ulteriore rivisitazione delle mie teorie sui links e le lingue.
Mi ripropongo, dunque, in questo articolo di spiegare a me stesso a chi mi segue cosa penso a proposito del passaggio di informazione, sottolieando che qui si analizzerà unicamente la parte che lo lega ai links, evitando, dunque, di parlare di tutte le altre informazioni utili ai motori di ricerca, come: whois, struttura e traffico.
I links sono di vitale importanza sia per il SEO (a cui si inculca fin da piccolo il concetto che il link da un boost al sito), sia per il motore di ricerca. Tramite questo sistema, infatti, il motore può conoscere vari aspetti di un sito, semplicemente legandolo ai vari siti da cui è linkato e ai vari siti che lui stesso linka.
Il link, però, non si ferma ad un mero boost, ma è una sorta di contenitore di informazioni vettoriale. E’ già più sensato individuarlo come una Forza completa (una precisazione inutile la mia perché le Forze sono sempre in questa natura, nonostante da tempo il SEO medio sia convinto del contrario), una forza che sia caratterizzata da un’intensità, da una direzione e da un verso.
Partiamo, dunque, dall’ipotesi che ogni link sia individuato unicamente da queste 3 grandezze e vediamo come questo link sia di gran lunga più complesso di quanto si pensi.
Definiamo per esempio l’intensità di un link come quel valore che ne indica il boost che questo avrà sulla pagina linkata; definiamo il verso e la direzione come ciò verso cui punta il link in uno spazio multidimensionale.
Non importa quali siano nella realtà dei motori di ricerca queste dimensioni (se siano lingue, temi o altro), in questo momento, ci interessa capire che qualunque link ha un boost determinato dall’intensità, ma altresì una direzione e un verso su cui questa intensità viene applicata, spostando il nostro oggetto (la pagina) verso un determinato luogo.
Noi come SEO non puntiamo ad uno spostamento della pagina, ma ad uno spostamento mirato.
Dunque, già vedendo un link come una forza dotata di intensità, direzione e verso, è possibile intuire 3 concetti fondamentali:
- non basta linkare una pagina per ottenere un buon posizionamento, ma bisogna far si che il link abbia una direzione è un verso ben determinati, altrimenti potremmo ottenere come risultato quello di allontanarci dal nostro obiettivo.
- non esiste una penalizzazione assoluta per i motori di ricerca, ma esistono penalizzazioni relative: ovvero penalizzazioni determinate da un mancato obiettivo. L’inserimendo di un link che ci sposta nella direzione sbagliata è una penalizzazione relativa, in quanto ci allontana dall’obiettivo che c’eravamo prefissati, ma ci avvicina certamente verso qualcos’altro. Nonostante ciò, questo qualcos’altro può benissimo essere non solo totalmente inutile per noi, ma anche nocivo.
- è inoltre chiaro che la “penalizzazione” non è dovuta all’intensità del link, ma alla sua direzione e che per il raggiungimento dell’obiettivo, conta più la direzione verso cui puntiamo, rispetto all’intensità con cui vi stiamo puntando.
Il compito di un webmaster preparato non è quello di linkare una pagina web, ma quello di capire verso cosa il link ci porterà.
Detto questo, scordatevi per sempre dei link come Forze vettoriali. Mi spiego meglio: è probabile che il concetto usato dai motori di ricerca sia in ogni caso quello del link come forza vettoriale (in fondo Low ci insegna che le matrici e gli angoli sono molto apprezzati dai motori di ricerca anche nei campi più impensati), ma limitarci a questo potrebbe essere controproducente ed attualmente a noi importa di più l’informazione dietro ai links, rispetto al lato matematico di questi ultimi.
Concentriamoci dunque sui links definendoli sempre come vettori, ma privi di direzione e verso: vettori che contengono unicamente intensità e informazioni.
L’intensità è come al solito il lato più semplice ed è sempre definibile come la spinta che una pagina riceve.
Le informazioni invece diventano la nostra direzione e il nostro verso ed indicano verso cosa ci stiamo spostando.
Come molti di voi sapranno l’informazione di cui preferisco parlare è quella legata alla lingua. Questa infatti è l’informazione di cui ci possiamo rendere conto più facilmente, realizzando, per esempio, un semplice test come quello di Davide Pozzi (Tagliaerbe). In generale è facile sperimentare che una pagina con contenuti scritti nella lingua A, linkata principalmente ed in modo massiccio da pagine con contenuti (e/o BackLinks) nella lingua B, verrà considerata dal motore di ricerca come una pagina scritta nella lingua B. Ed è altresì chiaro come questa non sia una penalizzazione assoluta, ma piuttosto una penalizzazione relativa al nostro obiettivo. Questo perché in genere l’obiettivo di tutti i siti in lingua A è quello di posizionarsi per termini in lingua A e soprattutto nei motori di ricerca in lingua A, invece per questi siti trovarsi posizionati per termini in lingua B è del tutto inutile.
La colpa, però, non è del motore di ricerca. Siamo noi che abbiamo passato un’informazione sbagliata.
Un’altra informazione tenuta in considerazione dai motori di ricerca e passata (anche) tramite links è il tema. Questo, infatti, caratterizza la nostra pagina e l’avvicina o l’allontana rispetto a determinate parole chiave. Dubito, che su questo ci sia molto da dire, in quanto è molto immediato da comprendere qual’è l’interesse che lega questa informazione al motore di ricerca. E’ forse più difficile individuare come faccia il motore di ricerca a determinare quanto si sia vicini o lontani da una determinata tematica.
Su questo io ho solo vaghe teorie e, dunque, vi consiglio di non fidarvi di ciò che dirò in proposito e spero che sia qualcuno di voi a fornirmi una spiegazione migliore.
Penso che tutte le informazioni passate tramite links siano organizzate in uno spazio multidimensionale che individua una pagina come un punto in questo spazio. Non esiste, dunque, l’informazione singola del tipo:
- Lingua: inglese
- Tema: cucina
Piuttosto esiste un’informazione composta da tutte le voci possibili e dalla percentuale in cui ogni voce è vera (tramite la logica Fuzzy).
L’obiezione che può essere posta in questo caso è:
ma se la logica dei motori di ricerca non è booleana ma di tipo fuzzy, allora perché i links in lingua inglese verso una pagina italiana le fanno perdere posizioni nei motori di ricerca italiani? Questi dati sulla lingua italiana, infatti, non vengono persi e non sono nemmeno in minor numero rispetto a prima, quindi se prima la mia pagina era al primo posto su una serp e aveva 50 links italiani e 0 inglesi e adesso è 57esima in serp e ha 67 links italiani e 565 inglesi, perché c’è stata una “penalizzazione”? La mia pagina non è meno italiana di prima, è solo più inglese!
Ricordando che io non conosco la verità su queste questioni, vi propongo la mia teoria, per cui il fattore linguistico è composto da pesi che vengono distribuiti in proporzione alla lingua principale. Quindi nel caso dell’esempio, è vero che la pagina web non ha perso links italiani (anzi ne ha anche qualcuno in più rispetto a prima), ma questi links essendo in minor numero rispetto a quelli inglesi spostano maggiormente la pagina nel settore inglese, allontanandola da quello italiano.
La stessa cosa accade nel caso del tema.
Ci sono altre informazioni passate tramite il link. Quelle che in genere vengono definite il trust di un sito e che in sostanza attribuiscono un valore di coerenza sia al sito, che a noi quando veniamo linkati.
Su questo settore ho una conoscenza bassissima, ma dall’opinione che mi son fatto in proposito il trust può benissimo essere passato come valore fuzzy singolo e non come valore composto dalle varie informazioni che lo hanno creato. Questo valore però comprenderà in sé tutti quei dati che definiscono la coerenza di un sito e lo allontanano o lo avvicinano allo spam. Dunque informazioni di whois, di struttura e probabilmente di traffico.
Ma di questi sarà bene parlare la prossima volta, insieme ad un approfondimento sulla teoria dei grafi, che sebbene strettamente legata ai concetti espressi in questo articolo, ho preferito non menzionare perché non essenziale nella definizione di link come passaggio di informazione, ma indispensabile nel passaggio di informazione.
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September 9th, 2006 at 1:38 pm
Il passaggio di informazione attraverso i link…
Vi voglio segnalare un articolo molto interessante di kerouac3001: [URL=”http://www.kerouac3001.com/links-come-passaggio-dinformazione-6.htm”]Links come passaggio d’informazione.[/URL]
Così dice kero……
September 9th, 2006 at 6:34 pm
Perché io lascio una certa firma in alcuni blog ed una diversa in altri?
Bravo kerouac3001!
Prosegui sulla strada. Nessuno forse sa spiegare scientificamente perché quello che dici avviene, ma ti posso dire che posiziono siti da anni, sulla base di quello che stai spiegando. e se ti serve come boost ( orco, l’ho detto ) sappi che nessuno di questi è mai rimasto indietro.
Concordo. I link sono fondamentale nel disegno della rete, sia in termini di navigazione, sia in termini di semantica dell’informazione, sia in termini di quel reverse engineering che consente al motore di capire di che si sta parlando.
See you later.
September 10th, 2006 at 12:44 pm
Grazie fradefra per l’incoraggiamento
eri tra i commenti da moderare
Ho approvato il commento solo ora (con un ritardo di 24 ore) perché onestamente non capisco nulla di blog
Questa tecnologia mi fa impazzire, non la capisco.
Tra l’altro mi sono appena ricordato d’essermi dimenticato di linkare il tuo laboratorio tra le risorse utili della rete. Una domanda: ma tu non hai un blog SEO? Non riesco a trovarlo.
O sei un pò come me e parli di tecnologia che non sfrutti? :p
P.S. mi sono appena fatto spiegare cos’è un feed e non sto scherzando LoL
September 10th, 2006 at 3:11 pm
No, non ho un blog SEO! e c’è un motivo.
1) ho un sito che fa sperimentazione di marketing e comunicazione. La sperimentazione, in realtà è finita. Il sito resta lì solo a testionianza
2) ho un secondo sito, vecchio, che è un ricettario puro. Ricette e nulla altro. In fase di abbandono.
3) ho un blog enogastronomico con copertina75, che è il mio più recente progetto e che spero e credo ci accompagnerà per molti anni.
4) ho un blog sui viaggi nel mondo e mio diario.
5) ho un sito sul software gestionale, ambiente in cui mi sono formato, da ragazzino (sono stato programmatore C per dieci anni)
Penso che possa bastare, no? Un blog SEO? per carità… ce ne sono già troppi, molti anche di gente in gamba ed il mio non farebbe che ribadire cose che altri stanno già dicendo e bene.
Invece, mi piace un mondo insegnare tecniche di marketing relazionale indirizzata ai blog. Appunto come usare le nuove tecnologie per raggiungere vecchi e nuovi obiettivi tramite un blog. Ne ho già tenuti diversi e mi sono divertito molto.
Per inciso… il blog è la massima espressione delle tue teorie. Non è chiara la spiegazione scentifica (non a me, per lo meno), ma sono chiarissimi i risultati. Esattamente quelli che tu illustri in modo matematico/grafico.
September 10th, 2006 at 3:46 pm
Guarda che io personalmente considero maisazi.com come un laboratorio seo. Infatti, attualmente gli unici 3 laboratori seo che ho linkato sono fradefra.com, maisazi.com e mestierediscrivere.com.
Si intuisce subito che la scelta è caduta su laboratori di comunicazione. Questi vengono spesso ritenuti laboratori sem, ma in realtà sono tanto laboratori sem, quanto laboratori seo. Se è vero ciò che penso sulla Moda, scrivere bene non è un opzional..non serve solo per vendere un prodotto, ma anche per posizionarlo.
E’ vero che fradefra.com non è più attivo da un pò, ma sarebbe un pò come non linkare motoricerca.info solo perché Enrico non scrive più nulla dal 2005.
In entrambi i casi, ciò che c’è scritto resta attualmente valido. E per i prossimi 2 o 3 anni resterà in ogni caso una buona base per diventare un seo professionista.
September 11th, 2006 at 6:32 am
Grazie
e già che hai introdotto, completo. In realtà non è che io non sia attivo! Lo sono moltissimo, faccio SEO dalla mattina alla sera e spesso anche la notte. Diciamo che faccio meno pubblicità e mi si vede meno spesso scrivere sul tema (ma leggo sempre, però). Scrivo meno non perché non voglia, ma perché rispetto ad anni fa, quando lanciai la sezione Motori di Html.it, oggi c’è molta più gente preparata e quindi è inutile che io vada continuamente a dire “sono d’accordo” con quello che altri, bravissimi, dicono. Leggi Low, leggi Stuart, leggi Weppos, leggi Shiftzero, leggi Pierpan, questi solo per citare i primi che mi vengono in mente, ma ce ne sono anche altri.
Hai ragione a ritenere maisazi.com un laboratorio SEO e bravo per l’essertene accorto. Sono pochi quelli che se ne accorgono. Infatti molti cercano nei miei siti i trucchi usati per salire, senza rendersi conto che il mio metodo SEO, da anni, è cambiato e di questo parlerò alla conferenza GT che presto si terrà.
Non anticipo nulla per correttezza nei confronti di Giorgio, che dovrà prima stilare il programma ufficiale.
September 11th, 2006 at 6:59 am
[…] Ebbene si, è questa la risposta che Vincenzo Lombino da nel suo blog. Lui cerca di mettere a nudo alcuni dubbi, esaminando vari aspetti, come il passaggio di informazioni tra due documenti di lingua diversa…continua Vuoi ricevere gratis le ultime novita’ di Wmtools? Lascia qui la tua email… Tuo Nome E-mail […]
September 11th, 2006 at 3:42 pm
[…] Spesso e volentieri quando nella search engine optimization si parla di link o di scambio link, l’unica preoccupazione di molti webmaster è sapere quanto Pagerank entrerà o uscirà da un link di puntamento (inbound/outbound links). Alcuni tristemente usano il ‘nofollow’ quasi fosse una risorsa da trattenere o misurare col contagocce(sorvoliamo su questo). Poche volte quindi mi è capitato di leggere punti di vista approfonditi volti a spiegare effettivamente come e quanto un link sia in grado di influenzare l’ordine del web, in termini strutturali, gerarchici ed organizzativi. Una di queste volte però è stata ieri, sul neo-nato blog Gray Hat Seo, in un post che titola Links come passaggio d’informazione. […]
September 11th, 2006 at 7:58 pm
Visto che scrivi “non ne capisco nulla di blog” mi permetto di darti un consiglio: evita post di tale lunghezza: non sono adatti al mezzo blog, secondo la mia opinione, e il lettore tende a stancarsi e ad abbandonare..
September 11th, 2006 at 8:25 pm
Ti rigrazio Marco per il tuo consiglio, ma non credo che lo accetterò. Non ti offendere, ma la tua è una tecnica di marketing. Io non devo promuovere me stesso qui, ma le mie idee. Si, lo so l’idea che io non abbia intenzione di autopromuovermi è ridicola e fa ridere anche. Ciò che intendo dire è che preferisco promuovere me stesso tramite post completi piuttosto che affermare semplicemente: “i link in lingua straniera sono brutti e cattivi”.
Lo so la mia scelta è poco accessibile alla massa e, infatti, mi trovo pienamente d’accordo con te su questo punto.
La questione è che io mi sono posto l’obiettivo di trattare determinati argomenti in modo completo e di raggiungere un determinato tipo di utenza.
Attualmente ho già raggiunto risultati non sperati ed in soli 2 giorni. Non aspiro a nulla di più di ciò a cui sono già arrivato.
Ripeto non voglio dire che tu abbia torto. Come dicevo prima a fradefra io ammiro profondamente maisazi.com ed effettivamente le tecniche usate in quel blog sono profondamente diverse dalle mie e molto più simili a ciò che tu proponi.
Però io credo che dipenda tutto dal target e non tanto dal mezzo.
E’ vero la piattaforma è un blog, ma se tu fossi andato su un forum o su una rivista online del settore ti saresti fermato davanti ad articoli di questa lunghezza?
Piuttosto temo di non aver detto tutto ciò che andava detto e questo per 2 motivi:
- in parte ho dimenticato di precisare alcune cose che a me sembrano ovvie
- in parte ciò che ho trascurato l’ho trascurato perché non ho una buona preparazione in proposito e preferirei informarmi e fare test prima di parlare di approfondire ulteriormente alcune cose.
Potrei invece cogliere il tuo suggerimento divedendo gli articoli in più post a cadenza giornaliera. Rischierei però di perdere quell’utenza che preferisce leggersi 20 kilometri di testo piuttosto che di aspettare i vari aggiornamenti.
Quell’utenza purtroppo è il mio target preferito e non ho intenzione di perderla.
September 12th, 2006 at 5:26 am
lorenzo -> “Io non devo promuovere me stesso qui, ma le mie idee.”
:-)
Su maisazi, se lo giri bene, di post lunghi ne troverai molti, ad esempio Un giorno coi cuichi del Ristorante Passone. Sono d’accordo con Marco quando dice che dopo dieci righe gli utenti abbandonano, ma, e qui sono d’accordo che te, ci sono cose che si scrivono per dare una informazione veloce e null’altro, altre cose si scrivono per trattare in modo completo. Altre volte, invece, i post sono provocatori, come Scamone: indicazioni. L’importante è non essere “cattedratici”. Il blog non serve a questo o a quello. Ognuno il suo blog lo gestisca come vuole. Gli altri saranno liberi di leggere o no.
Kerouac3001, fai il piacere. Il tuo, lascialo così com’è!
September 12th, 2006 at 5:59 am
Certo francesco, l’articolo che citi è necessariamente lungo perché è un reportage. Non si può fare certo un reportage di 10 righe.
E non si può nemmeno spiegare qualcosa in 10 righe.
Invece, nel mio primo post in cui ho semplicemente parlato di cosa mi proponevo, sono stato sintetico.
Non c’era altro da aggiungere e allora ho messo il punto.
September 12th, 2006 at 6:39 am
Sì, Vincenzo (a proposito, scusa, prima ti ho chiamato Lorenzo), è proprio quello che voglio dire. La lunghezza di un post dipende da ciò che si vuol dire. A seconda del tipo di contenuto, la lunghezza sarà una conseguenza.
September 13th, 2006 at 8:46 am
Uno studioso dei link tra siti…
Studi e ricerche sui link tra siti, con approccio basato sulla forma e sul verso della stessa….
September 13th, 2006 at 10:27 am
[…] Interessantissimo studio su Grey Hat SEO, che assimila il concetto di link a quello di Forza fisica. Come tale il link è un vettore caratterizzato da un’intensità , una direzione ed un verso. Fondamentale per tutti i SEO/SEM. Tags […]
September 14th, 2006 at 8:43 am
Interessante articolo, complimenti!
September 14th, 2006 at 11:11 am
Finalmente un’approccio scientifico e rigoroso.
Complimenti.
September 23rd, 2006 at 7:08 pm
[…] a passare informazioni __________________ Il mio blog Prodotti alimentari tipici? …. days left Cerchi hosting + wordpress? Ocean’s 16… […]
September 29th, 2006 at 12:05 pm
[…] In ultimo segnalo un articolo che si sta diffondendo nel settore. L’articolo-studio di Kerouac3001 sulla forza fisica dei link nel passaggio d’informazione. […]
September 30th, 2006 at 2:16 pm
[…] In ultimo segnalo un articolo che si sta diffondendo nel settore. L’articolo-studio di Kerouac3001 sulla forza fisica dei link nel passaggio d’informazione. […]
October 7th, 2006 at 11:26 pm
[…] E’ anche interessante il fatto che this-is-spam.info sia ancora indicizzato su tutti i motori di ricerca. Inoltre grazie al tuo post sono andato a ripescare anch’io il loro sito e ho scoperto che da ieri è diventato uno spam engine a tutti gli effetti. Molto interessante..domani gli dedico un post sul mio blog. Comunque, per rispondere alla tua domanda: no non credo sia possibile far bannare un sito, ma è possibilissimo ridurre drasticamente il suo posizionamento (anche annullarlo del tutto in un certo senso). Basta linkare il tuo concorrente in modo sbagliato. Se ti interessa l’argomento ti consiglio tre approfondimenti: Esperimento doopcircus [by Stu e kerouac3001] Esperimento doopcircus al contrario [by Tagliaerbe] E a costo di essere eccessivamente autoreferenziale ti consiglio pure il mio post sui links come passaggio di informazione. __________________ Immatricolamento dello yottagrammo Traslochi a Roma. Affitto uffici temporanei. […]
November 6th, 2006 at 10:42 pm
[…] E’ stato riferito, nei limiti del possibile, più volte. si tratta di un test fatto durante la gara sui fattori arcani, ed un forte link inglese mi stava affossando il sito su google.it (ne accennavo qui. in molti altri, qui dentro, hanno sperimentato lo stesso identico fenomeno, e persino la logica ci conduce dritti dritti verso questa soluzione. in ogni caso, invito alla interessante lettura di questo post di kerouac sui link. dello stesso autore, segnalo questo commento ad un mio post su marketing routes. __________________ Vendita alimentari tipici Finalmente, è giunto il momento… Aperitivo GT nel Salento! […]
November 10th, 2006 at 7:06 pm
[…] 30) Acquisto di text link: Un tempo la pubblicità su altri siti aveva lo scopo di renderci visibili all’utente, ora con la febbre del pagerank è nato il fenomeno dell’acquisto di link testuali puri. Utile nel caso che non riusciate ad ottenere link spontanei ma bisogna avere alcune accortenze: Se le pagine da cui venite linkati sono molto forti e il tema o la lingua è diversa dalla vostra vi è la possibilità che il tema del vostro sito agli occhi del vostro sito verta verso altre rotte, andandovi a penalizzare indirettamente per le keyword che invece desiderate posizionare. Quindi è sconsigliato comprare link esteri per un sito in lingua italiana. Esistono molti siti in giro per l’acquisto di link (anche su ebay), ma è solo con una certa esperienza che si riesce a trovare il link adatto al prezzo giusto. Molti webmaster appena arrivati sulla soglia del pagerank 5 vogliono subito monetizzare e vi propongono link a basso costo (circa 4-5 euro al mese) su siti zeppi di link. Cito due articoli molto interessanti che trattano più in dettaglio il tema degli inbound links: http://www.kerouac3001.com/links-come-passaggio-dinformazione-6.htm http://www.marketingroutes.com/2006/10/28/inbound-links-che-la-forza-sia-con-voi/ […]
December 5th, 2006 at 11:14 am
ciao, sono arrivato al tuo blog dal sito di GT. Mi piace quando si cercano di dare spiegazioni utilizzanodo concetti matematici, che fanno da base alla natura algoritmica dell’infomatica.
Ti segnalo una serie di “lezioni” che ho provato a scrivere con lo scopo di illustrare in modo pratico come condurre una campagna di seo. E’ un piccolo esperimento il cui valore e’ piu’ didattico che altro. Nonostante ciò i risultati ottenuti per le keyword scelte (agenzia di relazioni publiche) sono da considerarsi più che soddisfacienti.
Il ciclo di 7 lezioni inizia qui: come creare una campagna di searche engine optimization
Ciao,
*M
January 22nd, 2007 at 10:34 am
[…] credo che questo ottimo articolo di kerouac risponda a tutte le tue domande:http://www.kerouac3001.com/links-com…rmazione-6.htm sarebbe però molto interessante se si conducessero dei test a proposito… __________________ Business Directory - Gratuita, ma selettiva Phpisti malvisti - LOL Dov’è finito il seofita informatizzato? […]
March 30th, 2007 at 1:06 pm
Ciao Kerouac3001 anche io ho trovato questo post tramite una vecchia discusisone su GT, io mi occupo da alcuni anni di SEO, e devo dire che la tua spiegazione riassume in gran parte le mie idee…
March 30th, 2007 at 1:19 pm
@Marco dal Salento
Mi fa piacere che tu condivida le mie idee
August 14th, 2007 at 12:27 pm
[…] outbound link verso sito con altra lingua Ciao scagnozzi , volevo scambiare con voi alcune opinioni riguardo agli outbound link. Segnalo innanzitutto quest’ottimo articolo sui link di kerouac3001 in cui si discute matematicament del concetto di link anche se mi sembra si discuti della lingua per quanto riguarda gli inbound link. Volevo sapere da voi invece, cosa ne pensate del fatto di linkare risorse che hanno lingua diversa rispetto a quella del nostro sito o della nostra pagina. Se quest’azione possa, parlando sia in termini di logica e sia in termini di ottimizzazione sui motori di ricerca, possa allontanare il punteggio della pagina rispetto ad una chiave di ricerca. Credo personalmente che la condizione ottimale a livello basilare di ottimizzazione sui motori di ricerca sia una situazione di questo genere, ovviamente banalizzando enormemente: abbiamo 3 oggetti web miosito sito A sito B A linka miosito che a sua volta linca B titolo del mio sito: posizionamento sui motori di ricerca lingua italiana trust ottimo titolo sito A: posizionamento sui motori di ricerca lingua italiana titolo sito B: posizionamento sui motori di ricerca lingua italiana trust ottimo ora vi chiedo: e se il titolo del sito B fosse: search engine optimization e la lingua fosse inglese ed il trust fosse lo stesso cosa cambierebbe, parlando in termini di logica e di ottimizzazione pura? […]
August 17th, 2007 at 1:20 pm
[…] In ultimo segnalo un articolo che si sta diffondendo nel settore. L’articolo-studio di Kerouac3001 sulla forza fisica dei link nel passaggio d’informazione. […]
October 19th, 2007 at 12:02 pm
La sperimentazione di questi fattori, citati anche nell’articolo di motori-ricerca.net è ampiamente convalidata da molti risultati che abbiamo ottenuto. Ottima analisi, ma il mio dubbio, e la sperimentazione non aiuta a risolverlo, è che intervengano algoritmi diversi, e che i fattori siano computati diversamente, a seconda dell’importanza della keyword e della competitività che il motore riscontra nella Serp.
October 29th, 2007 at 9:55 am
[…] Far passare informazione da un documento all’altro (consiglio lettura del post di Kerouac al proposito: “Links come passaggio d’informazione”). Se siamo bravi, cercheremo di porre attenzione a questo secondo punto, in quanto è nostro primario interesse. Badate bene che la popolarità non c’entra nulla con l’importanza del voto. Se vota Berlusconi, il suo voto vale tanto come il mio. Nel web succede (quasi) la stessa cosa. […]